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L’Unicorno Isterico 🦄

È iniziata una nuova avventura e si chiama Unicorno Isterico 🦄!
Abbiamo rinnovato il nostro canale youtube con una rubrica che affronterà tanti temi. Obiettivo?  Concretezza e zero fuffa.

Quanto costa un’app? Ho un’idea mi aiutate a svilupparla? Ho una startup ma non ho soldi per investire, come posso fare? É meglio un’app e una web app? Che differenza c’é tra un’app ibrida e un’app nativa? Sviluppate per Huawei? Mi consigliate di realizzare la mia app soltanto su una piattaforma?

Le domande che ci vengono fatte ogni giorno sono moltissime, queste che vi abbiamo riportato qua sopra sono solo le più gettonate, la verità è che la nostra professione, il mercato, l’epoca in cui stiamo vivendo, ci hanno imposto di avere una formazione a 360° sul mondo del digitale. Sempre più spesso infatti chi si rivolge a noi non ha bisogno soltanto di un braccio tecnologico per sviluppare il software, i clienti hanno bisogno oggi di qualcuno che gli supporti e li segua in un percorso che non è puramente tecnologico ma che passa dalla costituzione di una attività imprenditoriale, dall’affinare l’idea iniziale con dei processi ben definiti, dal reperimento di fondi di finanziamento, dalla progettazione del branding e dall’integrazione del software all’interno dei loro sistemi e dei loro processi.

L’unicorno isterico nasce proprio con l’intento di fornire un supporto a chi per necessità, vocazione o slancio imprenditoriale si trova a interagire con il digitale, in questa rubrica andremo ad affrontare infatti molti aspetti differenti che viaggiano però nella stessa direzione e con lo stesso obiettivo, formare futuri imprenditori, informare le aziende, mettere in guardia da possibili problemi e fregature per avere un rapporto sano, equilibrato e profittevole degli strumenti digitali.

Perché l’abbiamo chiamato “L’Unicorno Isterico”? Ve lo spieghiamo in questo primo video dove andiamo a presentare il progetto!

AppGallery. Il nuovo store Huawei

Huawei_AppGallery_Blog

Il 2019 è stato l’anno della separazione tra Google e Huawei. Huawei ha risposto prontamente e oggi vediamo già in tv pubblicità che presentano l’AppGallery, il nuovo store del colosso cinese. Questa novità comporta la necessità di creare una specifica versione Huawei delle app da inserire nel nuovo store, ed è proprio quello che Oimmei sta già facendo per i suoi clienti.

Se stavate pensando di comprare un dispositivo mobile Huawei vi anticipiamo che non troverete più il Google Play per scaricare le vostre App preferite, ma l’AppGallery, lo store che Huawei ha creato in maniera autonoma dopo il divorzio da Google nel 2019.
Nello store Huawei non troverete tutte le App del Google Play perchè per renderle compatibili con il nuovo store gli sviluppatori devono fare delle nuove implementazioni per poi poterle caricare e renderle disponibili al pubblico.

Ma come siamo arrivati a questo?

Il 16 maggio 2019 Donald Trump ha annunciato la cessazione delle relazioni con Huawei, considerata un pericolo per la sicurezza nazionale. La decisione rende esplicito ciò che era già iniziato a febbraio dell’anno precedente, quando l’intelligence americana aveva definito “non sicuri” per la privacy i sistemi e i dispositivi di Huawei, accusati di spiare le comunicazione degli utenti e raccogliere dati da inviare a Pechino.
La rottura tra Google e Huawei quindi ha una motivazione prettamente politica e certamente anche di interesse economico, infatti l’azienda cinese non è solo leader nel mercato degli smartphone ma è anche tra le aziende più grandi e importanti al mondo per quello che riguarda le tecnologie per le comunicazioni.

Il Trump Ban, tuttavia, non ha messo in crisi Huawei. Se è vero che il divorzio da Googlo significa che l’azienda americana non fornirà più a Huawei  hardware, software e servizi e che Huawei non disporrà più di Android e, soprattutto, di Google Play Store e delle app sviluppate da Mountain View, il colosso cinese ha risposto diventando tecnologicamente autonomo e creando il suo storeAppGallery.

Al suo interno sono già presenti le applicazioni più usate come WhatsApp, Facebook, TikTok, Zoom, cioè le applicazioni più scaricate nello store di Google. Ovviamente chi fornisce queste applicazioni ha tutto l’interesse di distribuirle su più piattaforme possibili, rendendo così più facile il gioco a Huawei nell’introdurle nel suo store. Chi scaricherà AppGallery troverà quindi moltissima applicazioni presenti su Play Store.

Il lavoro di Oimmei in questo periodo va proprio in questa direzione: molti clienti infatti desiderano non farsi trovare impreparati al futuro, perciò stiamo lavorando su diversi applicativi per creare una versione ad hoc per l’AppGallery di Huawei.
Il porting di un’App Android per renderla compatibile con il nuovo store consiste nell’andare a sostituire le librerie ed i servizi di Google, per esattezza i Google Play Services, con quelli nativi creati da Huawei. Tanto per fare degli esempi, i servizi principali su cui siamo chiamati ad intervenire sono i servizi di localizzazione, come la gestione delle mappe, la geolocalizzazione e le ricerche di indirizzi (SiteKit), le notifiche push (PushKit), i servizi inerenti alla gestione degli errori (Crash Service) e alle statistiche (Analytics Kit).

Ad oggi i dispositivi senza Google Play sono relativamente pochi ma Huawei ha scommesso fortemente sul suo futuro.
Vedremo come andrà a finire, ma noi ad ogni modo siamo pronti.