fbpx

Il ritardo nella digitalizzazione in Italia e l’impatto del Covid. Il nostro punto di vista

Digitalizzazione_blog_Oimmei

Il livello di digitalizzazione dell’Italia è tra gli ultimi in Europa e la crisi dovuta al Covid-19 ha fatto emergere ancor più chiaramente questa arretratezza, scontrandosi anche con un cambiamento che ha reso la tecnologia e la digitalizzazione protagoniste della vita di tutti noi. Facciamo insieme il punto della situazione e vediamo che cosa può fare Oimmei per supportare le aziende.

Secondo la relazione DESI (Indice di digitalizzazione dell’economia e della società) del 2020, lo strumento tramite cui la Commissione Europea monitora il progresso digitale degli Stati membri, l’Italia si colloca al 25° posto in quanto a indice di digitalizzazione dell’economia e della società fra i 28 stati membri dell’UE. Il dato peggiore riguarda il basso livello di competenze digitali e la carenza di specialisti del settore ITC, questo si riflette ovviamente sul modesto utilizzo dei servizi online pubblici e privati.

IndiceDESI2020_Oimmei

Immagine: The Digital Economy and Society Index

 

Il COVID-19 ha fatto emergere in maniera feroce questa arretratezza, scatenando una rivoluzione nelle abitudini dei cittadini, delle aziende e delle pubbliche amministrazioni, rivoluzione a cui nessuno era preparato. Le risposte infatti sono state scomposte e in ordine sparso. I cittadini si sono trovati orfani sia di tutta una serie di servizi che erano abituati a fruire in presenza, sia di una adeguata preparazione a fruire di servizi digitali. In questa carenza hanno giocato un ruolo fondamentale sia il pubblico che il privato: tralasciando la lentezza endemica delle istituzioni, anche la maggioranza delle attività private si è trovata impreparata, chi ha potuto ha tentato di correre ai ripari spesso con soluzioni improvvisate.

Molte realtà faticano a digitalizzare i propri processi in modo costante ed efficiente. Le attività più in difficoltà spesso sono quelle vecchio stampo, che hanno necessità, da un lato, di cambiare profondamente mentalità, e dall’altro di acquisire strumenti e competenze professionali specifiche. Perché digitalizzarsi non significa inviare una email, è un processo molto più complesso.

E’ superfluo ribadire che la digitalizzazione dei processi aziendali e delle imprese stesse è molto importante soprattutto in un mercato sempre più globalizzato, competitivo e in continua mutazione, in cui consumatore pretende il miglior risultato in tempi brevissimi e se la richiesta non è soddisfatta si rivolge altrove.
L’urgenza del cambiamento è ben dimostrata dalla nascita di una nuova generazione di consumatori, la Generazione N (che sta per Novel), che è nata durante il periodo di lockdown imposto dal Coronavirus. Un gruppo variegato e globale perché raccoglie non solo coloro che già prima erano sempre connessi, ma anche tutti coloro che sono stati costretti dal momento di crisi a trasferire la loro vita sul digitale e a far sempre più riferimento alla tecnologia.

La Generazione N è quindi caratterizzata da uno stretto rapporto con la tecnologia e con tutto ciò che è digitale, che utilizza per comunicare, acquistare, lavorare, studiare, informarsi.
I comportamenti iniziati durante il periodo del lockdown non verranno meno passato il Covid perché si tratta di comportamenti introiettati e quindi destinati a rimanere. Gli utenti cercano esperienze digitali fluide, veloci, intuitive e nel rapporto con le aziende sono molti più esigente e consapevoli. Motivo in più perché le aziende mettano al primo posto la loro presenza digitale.

Cosa può fare Oimmei?

Oimmei in questo periodo di incertezza e di necessario cambiamento, sta facendo la sua parte per supportare soggetti privati e pubblici su più livelli.
Il nostro intervento spesso inizia con una consulenza approfondita in azienda proprio perché il primo passo per una digitalizzazione è comprendere i processi aziendali che, alcune volte, non sono chiari neanche all’azienda stessa, ad esempio perché il lavoro è un flusso ormai consolidato come prassi e quindi non è mai stato strutturato, oppure perché il lavoro è guidato più dall’urgenza che da una progettazione a priori. Il nostro lavoro, se ci troviamo di fronte a questa situazione, è definire insieme al cliente uno schema e un processo condiviso e soltanto dopo progettare una digitalizzazione di tali processi.
Parte integrante del nostro supporto alla digitalizzazione di processi passa dal reperimento di fondi tramite incentivi e bandi regionali o nazionali che possono aiutare le aziende a fare un passo in termini di innovazione con maggior sicurezza.

La nostra consulenza quindi, grazie alla collaborazione con i migliori specialisti, è capace di toccare tutti gli aspetti del progetto: dalla progettazione del prodotto fino alla sua commercializzazione, per quanto riguarda i progetti business to consumer (B2C), o fino al collaudo, per processi o prodotti business to business (B2B).

Durante questi mesi, rispondendo a questa necessità crescente di digitalizzazione, abbiamo lavorato su applicazioni per il delivery per supportare tutte quelle attività che si sono trovate in difficoltà a causa del lockdown (un esempio è l’app Kil0 che rinnova il concetto di delivery, permettendo di fare acquisti da più negozi e riceverli in un unico ordine) e stiamo lavorando su un sistema di bigliettazione per il trasporto pubblico locale per una dematerializzazione del biglietto cartaceo sui mezzi pubblici per la diminuzione dei contatti.

10 ragioni per iniziare a usare Evernote

evernote_Oimmei

Evernote è sicuramente uno dei nostri strumenti preferiti.
È uno strumento dedicato alla produttività e all’organizzazione del lavoro ma anche delle proprie attività, pensieri e idee. Infatti si fonda principalmente sulla possibilità di scrivere annotazioni in modo semplice e veloce. Quindi può essere utilizzato per prendere appunti, non perdere le idee che ci sono venute in mente ma anche per creare progetti, programmare attività e creare documenti strutturati  (come file di progetto o piani editoriali) che possiamo condividere all’interno del team ma anche con il cliente.
Le funzionalità di Evernote sono davvero ampie e sono trasversali: per fare un esempio una semplice nota può essere composta da testo, elementi come per esempio tabelle, ma anche note vocali, file, screenshot e possono essere collegate alle tue attività programmate su Google Calendar (potrebbe essere utile per realizzare una nota di riunione!)

Dopo questa breve presentazione, vi diamo 10 ottime ragioni per cui questo tool non può mancare sui vostri dispositivi:

  1. Note…ma non solo: non è solo un tool in cui scrivere e appuntare, si possono anche inserire file, foto e persino note vocali! La nostra nota sarà così perfettamente completa
  2. To do list e promemoria: ottime funzionalità per aiutarti con le cose da fare e le scadenze di un progetto… e perché no, anche per la lista della spesa!
  3. Modelli: per note più efficaci Evernote offre una vasta gamma di modelli tra cui scegliere, divisi anche per tipologia: lavoro, scuola, project management, incontri e gestione delle risorse, per dirne alcuni.
  4. Tag e Taccuini: non basta scrivere e creare note, serve anche mantenere l’ordine. Per questo arrivano in aiuto i tag e i taccuini che permettono di organizzare al meglio idee e progetti.
  5. Condividi: i tuoi pensieri, le tue note, i tuoi progetti possono essere condivisi con chi vuoi, anche con chi non ha un account.
  6. Web clipper: una funzionalità davvero utile che ti permettere di catturare pagine, articoli, immagini e molto altro dal tuo browser ed averlo direttamente su Evernote.
  7. Scansione: dalla versione smartphone è possibile fare la scansione di documenti tramite la fotocamera. Il risultato è davvero ottimo!
  8. Multipiattaforma: questo tool è sempre con te, oltre alla possibilità di utilizzare Evernote tramite il tuo browser preferito, può averla con te su qualsiasi dispositivo tu stia utilizzando. Infatti ha una sua versione per smartphone ma anche per desktop.
  9. Archiviazione sicura: se stai lavorando ad un progetto top-secret o stai scrivendo i tuoi pensieri e non vuoi rischiare che qualcuno li veda, puoi stare tranquillo con Evernote.
  10. Scrittura manuale: nella versione smartphone è presente questa funzionalità che è davvero utile per appunti veloci, schemi o disegni.

6 buoni motivi per usare Telegram

telegram_oimmei

Telegram è una delle nostre app preferite: la utilizziamo per il lavoro ma anche nella quotidianità. Le sue funzionalità infatti la rendono davvero utile per comunicare tra i membri del team o per contattare i nostri clienti e parlare del progetto in sviluppo. Ma è anche divertente e piacevole da utilizzare ogni giorno.

Se già non la conosci, te la presentiamo brevemente.
Si tratta di un’app di messaggistica molto utilizzata, che fa concorrenza anche al colosso Whatsapp. Permette di inviare messaggi, note vocali e anche di fare chiamate. Fa della privacy il suo cavallo di battaglia e si rivolge alle esigenze di un pubblico ampio: è perfetta per le comunicazioni di lavoro, con i clienti o con il team, ma è anche ricca di elementi coinvolgenti come gli stickers o i canali, che rendono l’uso di Telegram piacevole e unico.
Ah, quasi dimenticavamo… è gratuita!

Ecco quindi i nostri 6 buoni motivi per scaricarla e utilizzarla!

  1. Multipiattaforma: quest’app può esse utilizzata sia su smartphone, tablet e in versione desktop senza perdere di potenza! Offre la comodità di poter accedere ai nostri messaggi da qualsiasi piattaforma vogliamo.
  2. Invio di file: uno dei pregi più importanti di Telegram, che la rende un’app ottimale per il lavoro, è la possibilità di condividere file di ogni genere: immagini, video, documenti e anche file più strutturati e di dimensioni maggiori. Quindi nessun problema se volete inviare documenti relativi ad un progetto ad un cliente.
  3. Chiamate: oltre ad inviare messaggi è possibile anche telefonare, ovviamente gratuitamente! Senza spostarsi dall’applicazione si può passare da una chat ad una conversazione telefonica senza nessun costo di chiamata.
  4. Sicurezza: molte app di messaggistica promettono privacy e sicurezza…ma spesso sono promesse vane. Telegram invece fa della privacy il proprio fiore all’occhiello: i vostri messaggi sono sicuri e protetti.
  5. Canali: oltre a poter creare chat di gruppo, Telegram ha anche una caratteristica in più, i canali: conversazioni in cui una sola persona pubblica messaggi e contenuti multimediali e gli altri lo seguono. Ci sono canali di varie tipologie, così è possibile accedere ad informazioni di ogni genere in base ai propri interessi.
  6. Stickers: non sottovalutate il potere degli stickers! Le vostre conversazioni saranno animate dai meravigliosi stickers di Telegram e, se siete degli smanettoni, potrete crearli anche voi stessi per averli personalizzati!

Anche i più affezionati seguaci di Whatsapp potrebbero ricredersi una volta provato Telegram!

Le 22 immutabili leggi del marketing

oimmeibook_22immutabilileggimkt

Ci sono delle leggi del marketing che ancora non sono cambiate e probabilmente non cambieranno mai.
In questo libro sono spiegate una ad una le 22 leggi che gli autori, Al Ries e Jack Trout, ritengono immutabili, quelle delle quali non si può fare a meno nel mondo del marketing. L’applicazioni nel mondo reale di queste leggi è immediato, qualsiasi business tu stia portando avanti o tu stia pensando di avviare.

Ecco le 22 immutabili leggi del Marketing, “Se le ignorate, è a vostro rischio e pericolo!”

  1. LA LEGGE DELLA LEADERSHIP: è meglio essere i primi che meglio degli altri.
  2. LA LEGGE DELLA CATEGORIA: se non potete essere i primi di una categoria, inventatene una nuova in cui diventarlo.
  3. LA LEGGE DELLA MENTE: è meglio essere i primi nella mente che i primi sul mercato.
  4. LA LEGGE DELLA PERCEZIONE: il marketing non è una battaglia di prodotti, è una battaglia di percezioni.
  5. LA LEGGE DELLA FOCALIZZAZIONE: il concetto più potente nel marketing è possedere una parola nella mente del cliente potenziale
  6. LA LEGGE DELLA ESCLUSIVITÀ: due aziende non possono possedere la stessa parola nella mente del cliente potenziale.
  7. LA LEGGE DELLA SCALA: la strategia da usare dipende da quale piolo della scala occupate.
  8. LA LEGGE DELLA DUALITÀ: a lungo andare ogni mercato diventa una corsa a due cavalli.
  9. LA LEGGE DELL’OPPOSTO: se vi battete per il secondo posto la vostra strategia è dettata dal leader.
  10. LA LEGGE DELLA DIVISIONE: nel tempo una categoria si dividerà in due o più categorie.
  11. LA LEGGE DELLA PROSPETTIVA: gli effetti del marketing si fanno sentire nell’arco di un periodo di tempo prolungato.
  12. LA LEGGE DELL’ESTENSIONE DI UNA LINEA DI PRODOTTI: c’è una pressione irresistibile a estendere il patrimonio di marca. Less is more, significa sostanzialmente che è meglio essere forti in alcune cose che essere deboli in tutto.
  13. LA LEGGE DEL SACRIFICIO: bisogna rinunciare a qualcosa per ottenere qualcosa.
  14. LA LEGGE DEGLI ATTRIBUTI: per ogni attributo esiste un attributo contrario ed efficace.
  15. LA LEGGE DELLA SINCERITÀ: se ammettete una qualità negativa, il cliente potenziale ve ne riconoscerà una positiva.
  16. LA LEGGE DELLA SINGOLARITÀ: in ogni situazione solo una mossa produce risultati sostanziali.
  17. LA LEGGE DELL’IMPREVEDIBILITÀ: a meno che non scriviate i piani dei vostri concorrenti, non potete prevedere il futuro.
  18. LA LEGGE DEL SUCCESSO: il successo spesso porta all’arroganza, e l’arroganza al fallimento.
  19. LA LEGGE DEL FALLIMENTO: il fallimento va messo in conto e accettato.Innamorarsi delle proprie scelte, sebbene queste rappresentino dei fallimenti, serve a limitare le perdite.
  20. LA LEGGE DELLA MONTATURA PUBBLICITARIA: la situazione è spesso il contrario di come appare sulla stampa.
  21. LA LEGGE DELL’ACCELERAZIONE: i programmi di successo non sono costruiti su mode passeggere, sono costruiti sulle tendenze.
  22. LA LEGGE DELLE RISORSE: senza finanziamenti adeguati un’idea non può decollare.

La mucca viola. Farsi notare (e fare fortuna) in un mondo tutto marrone

O sei una Mucca Viola o non sei nessuno.
O sei straordinario o sei invisibile.

La mucca viola è un libro da leggersi in un paio d’ore scarse ma è il punto di partenza del marketing moderno.
Se siete appassionati di marketing o vi siete avvicinati a questo mondo per necessità, potete spendere soldi e tempo in centinaia di libri di settore, ma la vostra formazione sarà sempre azzoppata senza questa pietra miliare.

Seth Godin è uno degli autori più influenti degli ultimi 15 anni, uno di quelli che non ha bisogno di presentazioni, uno scrittore ed un imprenditore che più degli altri ha saputo spiegare in modo semplice quello che stava avvenendo, dopo la caduta del concetto di monopolio da parte dei brand.

Attraverso una serie ricca di esempi emerge il concetto della mucca viola, un concetto talmente banale che viene trascurato dai più. Per emergere con i nostri prodotti e i nostri servizi non è sufficiente lavorare bene, questo è scontato, bisogna essere straordinari, o almeno farci percepire come tali.

Trovare degli aspetti stupefacenti del nostro lavoro è più semplice di quanto si pensi, spesso ce l’abbiamo davanti tutti i giorni…!

Modigliani Livorno. Tutto sulla vita e la carriera di Modigliani

ModiglianiLivorno_Storia_01

Sulla Storia ripercorri le tappe principali della vita di Modigliani, tra Livorno e Parigi, tra mito e realtà, e l’evoluzione della sua carriera artistica. Puoi consultare questi approfondimenti ovunque tu ti trovi, comodamente dal tuo smartphone.

Se prima di avventurarti alla ricerca dei luoghi di Modigliani vuoi saperne di più sull’artista, fai tap sulla Storia. Qui, per capitoli, puoi ripercorrere la storia di Modigliani e il suo percorso artistico. Non si tratta di un semplice resoconto ma abbiamo pensato di mettere in luce gli elementi fondamentali per comprendere chi era Modigliani.
Troverai molte informazioni risapute ma magari anche qualche informazione che non conoscevi o più curiosa.
Facciamo qualche esempio, senza però raccontarti troppo altrimenti ti toglieremmo il gusto della scoperta!

La famiglia Garsin era davvero molto colta. Furono la madre Eugenia e il nonno Isacco a occuparsi della cultura del giovane Amedeo che infatti si face notare sempre per le sue conoscenze di letteratura, di filosofia e per la sua padronanza del francese.

Modigliani ebbe la possibilità di visitare molti luoghi: il centro sud Italia, Firenze, Venezia, Parigi, il sud della Francia. Ognuno di questi luoghi ha contribuito a creare un bagaglio di modelli artistici molto vasto che ha dato origine ad uno stile unico.

Modigliani non amava dipingere paesaggi e infatti abbiamo solo pochissimi esempi di pitture di paesaggio: uno dei tempi della scuola di pittura e alcuni degli ultimi anni di vita.

Queste sono alcune delle curiosità e degli approfondimenti che potrai trovare nei capitoli della Storia.
Per scoprirli tutti scarica l’app!

Scopri il sito dedicato alla nostra app https://livorno.modigliani.app
L’app è gratuita, divertiti a giocare!
AndroidiOS

Modigliani Livorno. L’app che non puoi perdere!

Oimmei_ModiglianiLivornoApp

É arrivata Modigliani Livorno!
L’app che ti porterà alla scoperta della Livorno di Amedeo Modigliani, un tour per conoscere l’artista e la sua città natale.
Gratuita e disponibile per iOS e Android
, Modigliani Livorno ti aspetta sugli store!

Amedeo Modigliani è nato a Livorno ma è stato sempre troppo poco presente nella sua città e spesso conosciuto più per la leggenda che lo riguarda che per la sua vera storia. Se si pensa a Modigliani si pensa a Parigi e pochi conoscono l’importanza di Livorno nella sua vita. Qui non è solo nato, ma sono avvenuti episodi centrali nella sua vita, ci sono stati dei personaggi imprescindibili per il suo futuro e qui si è formato, sia culturalmente che artisticamente.

Allora ci siamo detti: perché non creare uno strumento facile da usare, innovativo e coinvolgente che permetta a tutti di conoscere meglio questo artista e la sua storia collegata a Livorno? Un regalo per la nostra città e un omaggio al grande artista livornese.

SchermateApp_ModiglianiLivorno_Oimmei

Ecco, così è nata Modigliani Livorno, l’app che ti accompagna alla scoperta dei luoghi di Modigliani a Livorno. Uno strumento che propone un approccio interattivo e innovativo al mondo artistico culturale, in cui l’utente si senta al centro. 
Perché l’app non solo ti invita a recarti nei luoghi di Livorno che abbiamo scelto come i più significativi per la vita dell’artista e che ti raccontiamo tramite un testo, ma ti invita anche a divertirti. Oltre ai luoghi, infatti, ci sono oggetti nascosti che completano la tua ricerca, ma non saranno così facili da trovare: ci sono degli indovinelli da risolvere! Ogni luogo trovato e ogni oggetto nascosto scoperto ti faranno accumulare punti e scalare la classifica degli utenti che stanno esplorando Livorno come te.
Non solo curiosità e approfondimenti ma anche coinvolgimento e divertimento.

Quest’app ha coinvolto ogni reparto del team di Oimmei e noi ne siamo molto orgogliosi. Speriamo vi piaccia tanto quanto a noi!

Scopri il sito dedicato alla nostra app https://livorno.modigliani.app
L’app è gratuita, divertiti a giocare!
AndroidiOS

Tecnologia: un team di sviluppatori vincente

consulenza oimmei sviluppo app developement

Per la redazione di ProntoPro abbiamo rilasciato una breve intervista:

Oimmei: Di cosa si tratta?

Siamo specializzati nello sviluppo di App iOS e Android ed anche Applicazioni Web e Siti Web, con particolare attenzione al design, all’usabilità e all’esperienza dei nostri utenti. Per quanto riguarda le App, sviluppiamo app native iOS e Android per tutti i tipi di dispositivi mobili, smartphone, tablet, wearable e smart TV. Per quanto concerne invece il mondo web, sviluppiamo piattaforme per i settori più disparati, dall’ecommerce per aziende del settore della nutrizione, alla piattaforme per enti museali. Quello che guida il nostro lavoro è una solida strategia digitale che costruiamo attorno alle esigenze dei nostri clienti.

Quali sono le sfide più interessanti che vi trovate ad affrontare in questo momento?

Lavoriamo quotidianamente con Startup tecnologiche che cercano di emergere, e i dettagli di alcuni progetti a volte non possono essere divulgati fino alla conclusione del progetto stesso. In questo momento stiamo lavorando sulla tecnologia dei beacons per Muzeums, dei dispositivi in grado di segnalare la loro presenza e con i quali si possono realizzare applicazioni per infinite situazioni.
Un progetto che abbiamo già realizzato infatti è un prototipo di applicazione, Europeana Beacons, che consente la visita turistica delle città in maniera interattiva, lasciando che siano i monumenti e i punti di interesse delle città ad interagire con il turista. Appena il turista si troverà nelle vicinanze del punto di interesse, la App segnalerà la sua presenza, consentendo la fruizione di informazioni relative allo stesso e a punti di interesse collegati, a materiale multimediale quali guide, video e giochi interattivi realizzati ad hoc per coinvolgere il turista nella visita della città.

Per ottenere un buon risultato bisogna avere buon metodo. In che modo le tecniche di Agile Development  vi aiutano a raggiungere i vostri obiettivi? In che modo impatta la gestione giornaliera del vostro workflow?

A Oimmei abbiamo adottato un nostro metodo che sfrutta i principi Agile, in generale quando iniziamo a lavorare ad un nuovo progetto, dopo la raccolta di tutta la documentazione tecnica, dedichiamo una o due settimane in un Design Sprint a stretto contatto con l’azienda per cui sviluppiamo, in questo periodo di tempo siamo già in grado di impostare assieme al cliente una direzione condivisa e tirar fuori un prototipo del futuro prodotto. Da quel momento in poi  andiamo avanti attraverso cicli Agile nello sviluppo delle funzionalità richieste mentendo quindi un continuo rapporto con i feedback del cliente finale, il tutto ovviamente, misurato e calibrato sull’entità del progetto. Per noi il successo di un prodotto è sempre direttamente dipendente dalle aspettative e dagli obiettivi del cliente, di conseguenza dalla sua soddisfazione.
Per leggere l’intervista originale seguite il link: https://www.prontopro.it/blog/tecnologia-un-team-vincente-di-sviluppatori/

Symfony Live London 2016

  • Symfony Live London 2016
  • Symfony Live London 2016
  • Symfony Live London 2016
  • Symfony Live London 2016
  • Symfony Live London 2016
  • Symfony Live London 2016

Oimmei ha partecipato al congresso Symfony Live London 2016. Una nuova esperienza inglese per noi, diversa dalle precedenti, ma sicuramente molto interessante.

La prima cosa da segnalare è l’imponente organizzazione di cui gran parte del lavoro è stato fatto da Anne Sophie Bachelard, che ha curato ogni minimo aspetto della comunicazione, a partire dalle email dei giorni precedenti a chi ha partecipato ai workshop alla conduzione della conferenza del secondo giorno.

Sicuramente ci sarebbe tanto da dilungarsi, ma cercheremo di andare subito al sodo.

Sono stati due giorni intensi: il primo dedicato ad un workshop (ce ne erano 4 a cui era possibile partecipare, abbiamo scelto il workshop dedicato ad API Platform 2.0), ed il secondo è stato un susseguirsi di talk, spesso in contemporanea in più sale, e per questo abbiamo dovuto scegliere quelli che secondo noi potevano essere più interessanti per il nostro lavoro.

GIORNO 1: PLATFORM API 2.0

Questa giornata è stata sicuramente la giornata di maggior interesse di questa due giorni. Abbiamo assistito alla presentazione in anteprima della nuova Platform API 2.0. La Platform API 2.0 sfrutta al massimo le potenzialità di Symfony 3.0 e del PHP 7.0 e ci hanno lasciato molto entusiasti.

Il seminario è stato tenuto da Samuel Roze (ideatore del progetto) (github) coadiuvato da Kévin Dunglas (github) e Amrouche Hamza (github), altri due sviluppatori del progetto (Kévin è anche uno degli sviluppatori del Core di Symfony).

In classe eravamo in 8, provenienti un po’ da tutta Europa (eccetto 2 Indiani) e tutti al primo approccio con l’API Platform.

La giornata è passata realizzando la demo che attualmente presentano su https://demo.api-platform.com/ e c’è da dire una cosa: il codice scritto è stato veramente minimo!

Le API Platfom 2.0 sono veramente impressionanti per velocità di sviluppo e semplicità!

Le Annotation sono le artefici di questa “magia”. Se si conoscono bene è possibile scrivere pochissimo codice! Questo ci spinge a dire che con molta probabilità, considereremo di usarle nelle prossime App che Oimmei svilupperà!

Naturalmente finita la demo abbiamo abbiamo avuto modo di vedere anche altre funzionalità che già ora stiamo usando nelle nostre integrazioni web-app e che ci stanno permettendo di sviluppare con maggior velocità e minor probabilità di errori le nostre chiamate server.

Ci sono tante cose da dire sulle Platform API 2.0, ci ripromettiamo di parlarne in futuro in un articolo dedicato, per ora vi lasciamo con un parere più che positivo!

GIORNO 2: IL SYMFONY DAY

Mentre ai seminari la partecipazione era di poche decine di persone (circa 30 fra tutti e 4 i workshop) alla seconda giornata erano presenti oltre 300 sviluppatori da tutto il mondo! È stato impressionante vedere tutti questi sviluppatori riuniti a Londra per seguire e per conoscere le novità di Symfony 3, ed è stato deludente scoprire che Oimmei è stata l’unica realtà italiana a partecipare!

Dopo una breve presentazione fatta Anne Sophie che ci ha illustrato la giornata, e subito dopo sono iniziati i talk, tutti rigorosamente della durata di 40 minuti.

Poiché molti talk, come già scritto, erano in contemporanea, abbiamo seguito quelli che ci sembravano più adatti al nostro target lavorativo: non sempre abbiamo azzeccato il talk più adatto, ma comunque è stato interessante.

Dopo il benvenuto, Beau Simensen (github) ha messo subito le cose in chiaro: Symfony non è facile da digerire, è potente, ma molto ostico, soprattutto se non si seguono le best practics suggerite dalla Sensio Labs. L’organizzazione del codice è essenziale per la manutenibilità dei progetti. Se si approccia allo sviluppo senza avere le idee chiare, il rischio è di avere un codice confuso. La cosa interessante è che ha demonizzato l’uso dei form di Symfony, cosa che avrebbe fatto sicuramente saltare di gioia Andrea!

Dopodiché abbiamo ritrovato Samuel Roze che ci ha raccontato la sua personale esperienza con i Design Pattern. Un ottimo esempio di come in pochi anni, sia riuscito a padroneggiare prima un linguaggio e poi un framework con il solo studio dei design pattern (e di come abbia sfruttato ciò che ha imparato per realizzare la Platform API 2.0)

Jules Pietri (github) invece avrebbe fatto disperare Andrea, perché al contrario di Beau ha messo il focus del suo intervento sui form, ma soprattutto ne ha esaltato la loro versatilità se usati come servizi di Symfony. È stato sorprendente: non conoscevamo ancora questa possibilità, e così appena rientrati abbiamo iniziato a creare i primi form gestiti da servizi, e c’è da dire che, anche se non è immediato da capire, alla fine il codice da gestire è molto più semplice.

Prima della pausa, ci sono stati un paio di speed talk da 5 minuti, dove abbiamo iniziato a sentire parlare di Docker, e la cosa mi stuzzica.

Dopo pranzo sono continuati gli interventi, e abbiamo scelto di seguire quello di Jakub Zalas (github) sul microkernel di Symfony. Eravamo incuriositi da lui perché il giorno prima durante una pausa l’abbiamo incrociato al buffet, e sentivo che sparava a zero sulle criticità del PHP e su come non siano mai state affrontate seriamente dagli sviluppatori del linguaggio. Ci è bastato per rendercelo subito simpatico, ma purtroppo l’argomento del suo talk non mi ha preso tanto. È stato forse troppo astratto rispetto a quello che mi aspettavo, ad ogni modo abbiamo scoperto che dalla versione 2.8 è stato introdotta la possibilità di usare un kernel ridotto che a discapito di un minor numero di funzionalità possibili, maggior verbosità del codice, migliora le prestazioni e diminuisce l’uso di memoria.

E ora era l’ora di Docker presentato da Andre Rømcke (github) della ezSystem (uno degli sponsor dell’evento). Sinceramente era il talk che aspettavamo maggiormente, ma anche quello che ci ha deluso maggiormente! Conoscevo già Docker, ce lo aveva presentato il nostro amico Arialdo (github), ce l’aveva suggerito per l’installazione dei software su un server, ci eravao già documentati un po’, ma alla fine non abbiamo voluto rischiare di stoppare uno dei nostri server per passare tutto su Docker. Così, quando abbiamo sentito ripetere cose che già sapevamo, è stato deludente. Quando poi nelle slide ha fatto vedere i file di configurazione per usare Docker per far girare un’istanza di Symfony, è stato talmente veloce che non c’è stato nemmeno il tempo di fare una foto per provare a replicare quella configurazione.

Dopo l’ultimo break abbiamo seguito il talk di Nicolas Grekas (github) su come Symfony stia seguendo a pieno le linee guida del PSR-6 per la gestione della cache. Per chi non lo sapesse il PSR sono degli standard raccomandati per PHP (PHP Standards Recommendations) ancora in via di stesura, e che ha come obiettivo la standardizzazione dei concetti di programmazione in PHP ispirandosi all’ormai consolidato JSR (Java Specification Request).

E infine… gran finale con domande a ruota libera al Team di sviluppo del core di Symfony, e fra i 4 sviluppatori abbiamo ritrovato Kévin e Jakub. L’imbarazzo iniziale era palpabile, ma dopo che Samuel Roze ha rotto il ghiaccio chiedendo quando Symfony abbandonerà PHP 5 per passare a PHP 7 le domande hanno iniziato a venire. Così hanno parlato di Roadmap, di come decidono il contenuto di una nuova release, della prima LTS di Symfony 3 e molto altro.

Insomma sono stati due giorni veramente intensi e che hanno permesso di accrescere le conoscenze di questo framework sicuramente ostico, ma decisamente potente!

 

 

 

Oimmei & Museums Live @TechCrunch Disrupt

techcrunch london muzeums

We Are Oimmei!

oimmei team agency

 

Chi siamo?
Oimmei! Si pronuncia O-I-M-M-E-I [ôimmèi]

Da quanto siete sul mercato?
Ufficialmente ci siamo costituiti come società da meno di un anno, dopo esperienze simili che sono passate tutte da un percorso in altre aziende prima e come liberi professionisti dopo.

Cosa facciamo
La nostra attività è incentrata sullo sviluppo App e soluzioni mobile, sviluppo di portali e gestionali web e anche siti web e comunicazione. Siamo sempre alla ricerca di nuovi partners e di progetti interessanti da coltivare, progetti che ci dànno la possibilità di crescere professionalmente, allargare la nostra rete, affrontare nuove sfide ed implementare soluzioni tecnologiche innovative.

Perché in Italia?
Lavorare in Italia non é mai stato semplice. Decidere di fare base a Livorno è una sfida. Ma è qui che abbiamo le nostre radici ed è solo qui che Oimmei poteva nascere.

Perché vi piace il vostro lavoro?
Perché invece di lavorare giochiamo! Siamo immersi tutti i giorni in nuove tecnologie, ed ogni novità è uno stimolo per scoprire nuove frontiere tecnologiche: il gioco a volte può essere duro, impegnativo, con regole complicate, ma alla fine della giornata è questo che rimane, la soddisfazione di aver creato del valore per gli altri e per noi stessi.

Quanto costa fare un’App o progetto da voi?
Questa è la domanda più ricorrente, la risposta è: dipende! Sono talmente tante le variabili che entrano in gioco che è impossibile semplificare e rispondere con una cifra secca.
Per ogni progetto vale lo stesso principio, lo valutiamo a fondo, le sue difficoltà, i suoi punti deboli e di forza, e soltanto dopo uno studio accurato riusciamo a dare una stima di massima. Per fare un’esempio, un’App può costare 2.000 euro come 30.000 euro, alcune delle variabili fondamentali sono la qualità richiesta, le piattaforme di sviluppo, le interazioni all’interno dell’App e con i Social, l’integrazione con eventuali siti web, le lingue utilizzate, solo per citarne solo alcune.

Quali sono gli ingredienti del successo di un progetto?
Il primo passo è pensare in grande ma partire in piccolo, il rischio più grande infatti è quello di voler fare tutto e subito, avere un’idea e pensare di realizzarla tutta insieme può essere molto pericoloso, perché si finisce per disperdere le energie e ottenere scarsi risultati. Il secondo è una buona progettazione, fondamentale per il successo di qualsiasi progetto, da quello più piccolo al nuovo rivale di Facebook. Progettare ed aver ben chiari fin dall’inizio i vari aspetti dell’App e come potrà evolversi in futuro è la chiave per non trovarsi davanti ad ostacoli imprevisti o ritardi mostruosi durante il cammino dello sviluppo. Il nostro motto è quindi, progettare bene e progettare a fondo, e solo dopo iniziare a “sporcarci le mani” scrivendo il codice.

Quale progetto vi è piaciuto di più finora e perché?
E’ veramente complicato rispondere! Ogni progetto è stato importante e ci ha lasciato qualcosa, è stato molto importante ad esempio trovare degli ottimi partners a Livorno come Inlinea Spa per cui abbiamo realizzato l’App AsteGiudiziarie, un portale dedicato agli annunci di beni in vendita all’asta, ma altrettanto importante è stato guardare fuori, all’estero, prima con il contest Apps4Europe di Manchester nel quale abbiamo presentato una nostra soluzione innovativa nell’ambito del turismo, che combina l’utilizzo degli OpenData e la nuova tecnologia iBeacon, Europeana Beacon appunto, e poi con Muzeums, una entusiasmante Startup con sede a Londra che si ripropone di rivoluzionare il modo con cui visiteremo un museo in futuro, con la quale abbiamo intrapreso un rapporto di stretta collaborazione che ci sta dando grandi soddisfazioni. Per finire non è possibile trascurare i progetti interni, quelli nati esclusivamente dalla nostra passione, come l’App Park And Share, per condividere con le persone più prossime il luogo esatto dove abbiamo parcheggiato l’auto l’ultima volta, e il portale Oggi A Teatro, un sito web dedicato alle attività teatrale su Livorno, che abbiamo regalato alla città.

We Are Europeana: Oimmei e Muzeums all’Europeana Network Association AGM 2015

oimmei muzeums europeana network associations agm

Il 3 e il 4 Novembre Oimmei è stata invitata a partecipare al meeting annuale “Europeana Members”, due giorni di eventi in cui, organizzazioni e persone da tutto il mondo si riuniscono per discutere e progettare quello che sarà il futuro del patrimonio culturale nei prossimi anni.
Siamo veramente contenti di essere stati invitati come membri della rete di Europeana, anche grazie al nostro impegno in progetti come Europeana Beacons e Muzeums, che si pregiffono l’obiettivo di cambiare il rapporto tra musei e visitatori.


We are Europeana è stato il motto di tutta la convention, perchè proprio tutti hanno il diritto e il dovere di proporre idee e progetti per modellare e migliorare il modo in cui le persone fruiscono della cultura.
Un momento emozionante è stato l’evento chiamato “fly your europeana dream“, dove tutti i partecipanti erano invitati a scrivere le proprie idee su di un aeroplanino di carta e a farlo volare nell’auditorio, dove in seguito sono stati raccolti e letti dalla commissione di Europeana.


Più tardi c’è stato un bellissimo evento al prestigioso Rijksmuseum, che abbiamo potuto visitare in serata..una sorta di “Una notte al museo“!
Accanto al nostro amico e CEO di Muzeums, David Pond, abbiamo avuto modo di toccare con mano la calorosa accoglienza da parte del pubblico, accademici e curatori di musei, riservata al nostro progetto, che ci ha dato nuovo entusiasmo e grinta per gli impegni futuri.
Infatti parteciperemo il 7 e l’8 Dicembre al prestigioso London TechCrunch Disrupt, e francamente..non vediamo l’ora!

 

AGM 2015 – Fly your Europeana dream from Europeana on Vimeo.