Abbiamo lavorato sapendo che, in questo progetto, ogni frizione nell’esperienza utente ha un costo reale: il tempo e la fiducia di chi sta cercando aiuto. Il sito è stato costruito su un’architettura dell’informazione pensata per orientare, non per informare soltanto — con un accesso rapido dedicato a chi si trova in un momento di bisogno immediato.
Un accesso rapido per l’emergenza. La sezione “Hai bisogno di aiuto?” è raggiungibile da ogni pagina: un punto di ingresso diretto, pensato per chi non ha tempo né energie da dedicare a una navigazione complessa.
Una mappa dei servizi sul territorio. Centri antiviolenza, sportelli, servizi sociosanitari e associazioni sono raccolti in una mappa interattiva, per rispondere a una domanda molto concreta: “dove posso andare, vicino a me, adesso”.
Un sito senza barriere linguistiche. Le pagine sono tradotte in più lingue — italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo, ucraino — perché la violenza di genere non guarda alla lingua che si parla, e chi arriva da un altro paese non deve trovare un ostacolo in più proprio nel momento in cui cerca aiuto.
Contenuti costruiti insieme all’Università di Firenze. I testi su normative, diritti e percorsi di uscita dalla violenza sono stati sviluppati in collaborazione con l’Università, che ha supportato la Rete fin dalla stesura delle Linee Guida: il nostro lavoro è stato tradurre quel contenuto istituzionale in un linguaggio semplice, senza semplificarne la sostanza.
Ogni scelta di design è passata da un filtro semplice: un sito accogliente, leggibile anche sotto stress, capace di funzionare allo stesso modo per una vittima che cerca aiuto, per un’operatrice della rete che cerca un contatto, o per un’insegnante che cerca materiale da portare in classe.