Un’app su misura costa in genere da 8.000 a oltre 100.000 euro, a seconda di tipologia, funzioni e complessità del backend.
Un’app di contenuti si colloca nella fascia bassa (indicativamente 8.000-15.000 euro), un’app con account e area personale nella fascia media (15.000-30.000 euro), mentre app con prenotazioni e pagamenti o marketplace a due lati partono da 25.000 euro e possono superare i 100.000. A questo si aggiunge la manutenzione annua, che di norma vale il 15-20% del costo iniziale.
Aggiornato a settembre 2026.
Java. Storicamente il linguaggio principale per Android, supportato fin dall’inizio dal framework Android SDK. È apprezzato per la sua robustezza, la vasta community e l’enorme quantità di librerie disponibili. Tuttavia, rispetto a Kotlin, presenta una sintassi più verbosa e meno moderna.
Kotlin. Dal 2019, Google ha dichiarato Kotlin come linguaggio ufficiale e preferito per lo sviluppo Android. Kotlin offre:
Sintassi più concisa e sicura (null-safety).
Interoperabilità completa con Java (può convivere nello stesso progetto).
Supporto per paradigmi funzionali e coroutine per gestire la concorrenza.
IDE di riferimento: Android Studio, con strumenti di debugging avanzati, emulatore integrato e supporto completo sia per Java che per Kotlin.
Le fasce di prezzo per tipologia di app
| Tipologia di app | Cosa include | Costo indicativo | Tempi indicativi |
|---|---|---|---|
| App di contenuti | Pagine, schede, notizie ed eventi aggiornabili da un pannello di gestione | 8.000-15.000 € | 6-10 settimane |
| App con account | Registrazione, profilo, area personale, contenuti diversi per ogni utente, backend dedicato | 15.000-30.000 € | 3-5 mesi |
| Prenotazioni e pagamenti | Calendario, prenotazioni, incassi in app, notifiche, ricevute automatiche | 25.000-50.000 € | 4-6 mesi |
| Piattaforma o marketplace | Due ruoli distinti (chi offre e chi richiede), logiche di matching, pagamenti, pannello amministrativo | 40.000-100.000+ € | 6-12 mesi |
Sono range, non listini. Due app della stessa categoria possono finire agli estremi opposti della forbice, e nei prossimi paragrafi vediamo perché. Tutti gli importi vanno intesi IVA esclusa.
Cosa fa variare il costo di un'app
Oltre alla tipologia, ci sono funzioni che spostano il budget in modo significativo. Le principali sono queste.
Integrazione con gestionali e sistemi esistenti
Un’app che legge e scrive dati nel gestionale, nel CRM o nell’ERP dell’azienda richiede analisi delle interfacce disponibili, sviluppo dei collegamenti e test approfonditi. È spesso la voce più imprevedibile, perché dipende dalla qualità e dalla documentazione dei sistemi con cui ci si integra.
Funzionamento offline
Far funzionare i contenuti anche senza connessione significa gestire archiviazione locale, sincronizzazione e risoluzione dei conflitti quando i dati cambiano su più dispositivi. Non è un’aggiunta banale e incide sia sullo sviluppo sia sui test.
Pagamenti e dati sensibili
Incassare dentro l’app comporta l’integrazione con un fornitore di pagamenti, la gestione di rimborsi e ricevute, e più attenzione a sicurezza e conformità. Lo stesso vale per app che trattano dati personali o sanitari, dove privacy e GDPR condizionano progettazione e infrastruttura.
Notifiche, messaggistica e funzioni in tempo reale
Le notifiche push semplici hanno un costo contenuto. Chat tra utenti, aggiornamenti in tempo reale e messaggi personalizzati richiedono un backend più strutturato.
Funzioni di intelligenza artificiale
Assistenti testuali, riconoscimento di immagini o testi e suggerimenti automatici sono ormai richiesti spesso. Il costo dipende da quanto la funzione è centrale e da dove girano i modelli, perché i servizi esterni hanno costi d’uso ricorrenti oltre allo sviluppo.
Più lingue e versione web
Tradurre l’intera app, e non solo le schermate principali, e offrire la stessa esperienza anche da browser oltre che da telefono, sono decisioni che si riflettono direttamente sul preventivo.
Scalabilità del backend
Un’app usata da poche centinaia di persone e una usata da decine di migliaia hanno esigenze di infrastruttura molto diverse. Dimensionare bene il backend fin dall’inizio evita rifacimenti costosi quando l’app cresce.
Cosa deve includere un preventivo serio
Quando si confrontano preventivi, la cifra finale dice poco se non si sa cosa c’è dentro. Un’offerta completa dovrebbe indicare chiaramente:
- Analisi e discovery: la fase in cui si definiscono obiettivi, utenti, funzioni e priorità prima di scrivere codice. Saltarla è la causa più comune di sforamenti di budget.
- Design UX/UI: progettazione dell’esperienza e delle schermate, con approvazione prima dello sviluppo.
- Sviluppo iOS e Android: se si tratta di due app native, di un’unica app cross-platform o di una web app, con le relative implicazioni.
- Backend e pannello di gestione: la parte invisibile che conserva i dati e permette all’azienda di gestire contenuti, utenti e notifiche.
- Test e collaudo: verifica su dispositivi reali e correzione dei difetti prima del rilascio.
- Pubblicazione sugli store: preparazione delle schede, gestione delle revisioni di Apple e Google, eventuali rifiuti.
- Proprietà del codice e documentazione: a chi appartiene il sorgente a fine progetto e se viene consegnata documentazione tecnica.
Vale la pena controllare anche i costi che spesso restano fuori dal preventivo: gli account sviluppatore Apple e Google (a carico del cliente o del fornitore), l’infrastruttura server, i servizi di terze parti a canone (mappe, pagamenti, invio di messaggi, intelligenza artificiale) e l’IVA.
Quanto costa mantenere un'app dopo il rilascio
Pubblicare l’app non chiude il lavoro. Ogni anno Apple e Google aggiornano i sistemi operativi e alzano i requisiti minimi per restare sugli store, e un’app non aggiornata rischia di funzionare male o di essere rimossa. La manutenzione comprende in genere:
- aggiornamenti tecnici per la compatibilità con nuove versioni di iOS e Android;
- correzione di errori che emergono con l’uso reale;
- gestione di hosting, backup e sicurezza del backend;
- assistenza agli utenti e all’azienda;
- eventuali evoluzioni, da preventivare a parte.
Come regola pratica, si può mettere in conto ogni anno una cifra pari al 15-20% del costo di sviluppo iniziale, più i costi dei servizi esterni. Preferiamo gestire le richieste di intervento tramite un portale di ticket accessibile sia al cliente sia al team di sviluppo, così ogni segnalazione è tracciata e nulla si perde in una catena di email.
Perché il prezzo di un'app non può essere fisso
Capita di vedere offerte che annunciano un prezzo unico per “un’app su misura”. Un prezzo di partenza può essere utile come ordine di grandezza, ma va letto con attenzione, perché “su misura” significa per definizione che il costo dipende da requisiti specifici. Prima di valutare una cifra è utile chiedersi:
- il prezzo vale per una sola tipologia di app, oppure cambia appena si aggiungono account, pagamenti o integrazioni?
- le funzioni extra sono quantificate in modo realistico? Portare un’app a funzionare offline o collegarla a un gestionale, per esempio, richiede molto più lavoro di quanto sembri;
- è prevista una fase di analisi, oppure si parte direttamente dallo sviluppo?
- la manutenzione è inclusa, opzionale o assente?
- il codice sorgente resta di proprietà del cliente?
- quali costi ricorrenti (server, servizi esterni, account degli store) restano a carico dell’azienda?
Due preventivi comparabili per cifra possono descrivere prodotti molto diversi. Il confronto ha senso solo tra offerte costruite sugli stessi requisiti, meglio se messi per iscritto in un documento di specifiche condiviso.
Come ottenere una stima affidabile
Per avere una stima realistica bastano poche informazioni: che problema deve risolvere l’app, chi la userà, quali funzioni sono indispensabili al lancio e quali possono aspettare, con quali sistemi deve dialogare. Spesso conviene partire da una prima versione essenziale e farla crescere, invece di costruire tutto insieme: si riduce il rischio e si impara dagli utenti reali prima di investire di più.
Se hai in mente un’app e vuoi capire in che fascia rientra, raccontaci l’idea per iscritto: ti rispondiamo con una prima valutazione di massima, senza impegno.
Domande Frequenti
Scopri alcune delle domande che ci vengono poste più frequentemente.
Se non trovi le risposte che cerchi in questa pagina, o se vuoi discutere i dettagli del tuo progetto prima di iniziare una collaborazione, contattaci.
Quanto costa fare un'app semplice?
Perché i preventivi per la stessa app sono così diversi?
Perché spesso non descrivono lo stesso lavoro: cambiano l’ampiezza dell’analisi, la qualità del design, la solidità del backend, i test, la manutenzione inclusa e la proprietà del codice. Confrontare solo il totale porta facilmente fuori strada.
Quanto tempo serve per sviluppare un'app?
Da 6-10 settimane per un’app di contenuti fino a 6-12 mesi per una piattaforma complessa. I tempi dipendono anche da quanto rapidamente il cliente approva design e contenuti.
Quanto costa mantenere un'app dopo il lancio?
In media il 15-20% del costo di sviluppo ogni anno, più i costi dei servizi esterni (hosting, mappe, pagamenti). Comprende aggiornamenti per i nuovi requisiti di Apple e Google, correzione di errori e assistenza.
Il prezzo è comprensivo di IVA e pubblicazione sugli store?
Gli importi indicati in questo articolo sono IVA esclusa. La pubblicazione sugli store dovrebbe rientrare nel preventivo come attività, mentre i costi degli account sviluppatore Apple e Google e dei servizi esterni vanno verificati caso per caso.
Che tecnologie usate?
Utilizziamo un ampio stack tecnologico aggiornato e solido: React, Laravel, Symfony, Node.js, Next.js, WordPress, PHP, Kotlin, Swift, React Native e altri. La scelta dipende sempre dal tipo di progetto e dagli obiettivi. Il nostro obiettivo è usare tecnologie performanti e future-proof, per garantirti stabilità, scalabilità e facilità di manutenzione nel tempo.
Conviene un'app nativa o cross-platform?
Dipende dagli obiettivi. Lo sviluppo cross-platform con un’unica base di codice contiene i costi ed è adatto alla maggior parte delle app aziendali. Lo sviluppo nativo è preferibile quando servono prestazioni elevate, funzioni molto legate al dispositivo o un’esperienza estremamente rifinita.
Come misurate il successo del progetto?
Il successo di un progetto digitale non si misura solo con la consegna del prodotto, ma con l’impatto che genera: miglioramento dei processi, aumento delle conversioni, soddisfazione degli utenti finali. Usiamo KPI chiari (performance, usabilità, traffico, engagement, retention) e strumenti di analytics per monitorare costantemente i risultati ottenuti.






